Philosophy

Quando ho completato il bassorilievo dell’Universo, iniziato nel 1979, era l’anno 1992.
Tanta pazienza per studiarne la rappresentazione, scegliendo i materiali più nobili, la stagionatura e la rifinitura infine la doratura in fogli.
In sintesi ho voluto rappresentare l’inizio e la fine, in esso, di ogni forma definita che ci appare indipendente ma ha regole precise.
Ognuna di esse, nel compiere il proprio ciclo, genera suoi simili con basi più evolute e tutto si avvantaggia e migliora, per un fine misterioso.
La fotografia del bassorilievo, con le dovute specifiche, ed una poesia, la spedivo a più media e personalità culturali.
L’allora direttore de Il Messaggero mi scrisse asserendo che la mia idea era alquanto singolare. Meglio fece un giornalista concorrente. Nel suo articolo lamentò niente meno che dovevamo preoccuparci non solo di problemi cattolico-islamici, sempre più emergenti, ma anche di certi adoratori dell’Universo. Pochi anni dopo, con il telescopio spaziale, veniva registrata l’inseminazione stellare. La nascita di una stella, generata da un raggio trasmesso da un’agglomerato stellare all’altro. La mia convinzione sull’Universo, che vive nel suo spazio e non é solo, non é dovuta a studi, che non ho mai fatto, ne tantomeno da spirito idolatra ma da somme genetiche che la mia intelligenza, agnostica e logica, possiede.

All’universo

Caro Universo,
quanto il mio ciclo sarà compiuto
tornando a te in ordine sparso
facci una donna particolare
bella decisa geniale
che abbia figli biondi e bruni
con uomini veri poeti guerrieri
non comuni
extraterrestri.
Per studiarti ho pensato lavorato
per capirti ho superato
me stesso.